Nella guerra tra Israele e Hamas 12.227 sono i bambini uccisi, dal 7 ottobre 2023 al 15 luglio 2025.
E il 14 agosto il cardinale Matteo Zuppi, arcivescovo di Bologna e Presidente della CEI, durante un momento di preghiera a Marzabotto ha letto tutti i nomi di questi bambini, perché le loro storie non fossero sepolte definitivamente sotto le macerie.
È stato un momento commovente, leggere i nomi di quei bambini nel luogo in cui, nel 1944, i nazisti massacrarono circa 770 civili, tra cui 216 bambini.
È stato un atto solenne, significativo: non uno di quei nomi è stato letto per caso. Il Cardinale ha ribadito con fermezza: “Se non ci fermiamo nemmeno davanti a loro…” Un appello che tocca le viscere della nostra coscienza. Ciascuna vittima di ogni conflitto, e in particolar modo i bambini, come ha ricordato l’Arcivescovo: “Non sono mai semplicemente un numero, ma un volto, un nome e una storia, con pari dignità. Ogni nome una vita, ogni nome un grido nel cielo”.
La lettura dei nomi è un atto che scuote e interroga; una provocazione potente nei confronti dell’indifferenza. Zuppi si chiede: “Abbiamo fatto tutto ciò che potevamo per la pace?”.
E noi ci chiediamo: “Abbiamo fatto tutto ciò che potevamo per i bambini abbandonati?” Pensate se dovessimo leggere la lista dei bambini abbandonati! Una maratona di mesi e mesi… e ancora mesi.
Eppure, come ha detto Zuppi: “La pace richiede fatica, memoria, dialogo e un impegno che non resti confinato nelle liturgie, ma si traduca in azioni concrete e coraggiose.”
Io, che professo di credere, in questo gesto vedo lo sguardo di Dio che si piega sulla sofferenza di un popolo e grida: basta! In tale atto vedo un riconoscimento sacro del dolore, una preghiera collettiva che diventa luce tra le tenebre, in questo caso di un genocidio, ma purtroppo estensibile alle innumerevoli situazioni dell’attuale momento storico, come l’esponenziale aumento di abbandoni e il diminuire della disponibilità ad accogliere.