A volte, durante la ricreazione o in alcuni momenti speciali della giornata, vengono proposti giochi organizzati: attività ideate dagli insegnanti o dagli educatori per far collaborare, divertire e coinvolgere i ragazzi. Si tratta di giochi di gruppo, con fini educativi specifici, regole condivise e, spesso, un obiettivo comune. Molti li accolgono con entusiasmo: a qualcuno piace mettersi in gioco, provare a vincere ma, soprattutto, stare insieme e fare squadra. Quando il gioco è coinvolgente, ridono, corrono, si aiutano, si divertono davvero e si conoscono più da vicino.
Negli ultimi anni però, i ragazzi di quinta ci stanno insegnando una nuova prospettiva sul significato del gioco. Se da piccoli bastava proporre un’attività per vederli partire entusiasti, oggi l’aspettativa è diversa: prima di tutto vogliono scegliere loro!
Le regole? Meglio poche.
I giochi organizzati? “Dipende… cosa facciamo?”
La loro priorità è il gioco libero: decidere in autonomia, organizzarsi tra compagni, magari ripetere anche “le solite cose”. A noi adulti può sembrare poco vario ma, per loro, è uno spazio prezioso di confronto, accordi, piccole discussioni e grandi alleanze. È lí che sperimentano le dinamiche relazionali, la collaborazione e la creatività anche quando, dall’esterno, appare come una partita infinita allo stesso gioco!
In alcuni momenti le attività proposte dagli educatori vengono accolte con qualche ritrosia iniziale. L’attività organizzata può essere percepita come un’imposizione: “Uffa, ancora regole!”. Poi accade qualcosa di sorprendente: superato il primo momento di resistenza, quando scoprono che il gioco è davvero coinvolgente, i ragazzi partecipano con energia ed entusiasmo contagiosi. E noi li vediamo divertirsi, ridere, fare squadra… proprio come sempre.
Questo desiderio di scegliere è un importante segnale di crescita. I ragazzi stanno costruendo la propria identità: vogliono sentirsi protagonisti e non solo spettatori. È un passaggio naturale che porta con sé maggiore consapevolezza ed un grande bisogno di autonomia.
Il nostro compito, come adulti, è di accompagnarli in questo equilibrio tra libertà e proposta: continuare a offrire esperienze stimolanti e inclusive, che generino curiosità ma che, al tempo stesso, lascino spazio alla loro iniziativa. Una sfida certamente ardua per noi!!
Siamo convinti che, dietro ogni “Scegliamo noi”, si celi un grande desiderio di essere presi sul serio, di essere ascoltati. E quando si sentono fortemente coinvolti,ci sorprendono con il loro spirito e la loro maturità.
In fondo, che sia libero o organizzato, giocare è sempre un modo per crescere, conoscersi meglio e imparare a stare con gli altri. E i ragazzi di quinta lo sperimentano ogni giorno. Noi, intanto, cresciamo un po’ con loro e proviamo ad assumere nuove prospettive, differenti angolazioni per vedere nel cambiamento, non una perdita di entusiasmo, ma una nuova forma di partecipazione.