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219. NIDO FORMAZIONE. “FARE PAURA ALLA PAURA”: L’importanza delle fiabe classiche

219. NIDO FORMAZIONE. “FARE PAURA ALLA PAURA”: L’importanza delle fiabe classiche

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Nella scorsa newsletter abbiamo trattato il tema della tipologia di libri da iniziare a leggere ai bambini dai 24 ai 36 mesi. Oggi vorremmo fare una riflessione su alcune storie in particolare, che si può iniziare a raccontare in forma semplificata attorno ai tre anni, ma accompagneranno i bambini anche  gli anni successivi (e in forma diversa tutta la vita!): le fiabe classiche. A volte gli adulti sono un po’ preoccupati di leggere queste storie in cui ci sono cattivi cattivissimi! Stiamo parlando di lupi feroci, matrigne e sorelle senza cuore, orchi, streghe, mostri… Gli adulti ( e anche alcuni autori di testi moderni)  a volte tendono ad addolcire queste storie, magari per il timore che i bambini possano essere traumatizzati o possano identificare quel personaggio come negativo.

Ma che funzione hanno queste storie in cui il personaggio principale parte solitamente con una serie di svantaggi, c’è un forte cattivissimo , ma che alla fine si concludono con “vissero felici e contenti”?

La fiaba è un’importante risorsa per l’adulto narratore e per il bambino. Essa porta in sé contenuti simbolici e metafore della vita. Ad esempio il lupo delle fiabe non è l’animale che vive nel mondo reale. Il lupo delle fiabe così pure Cappuccetto Rosso sono metafore. Attraverso il tema “dell’essere mangiati” di un personaggio, si introduce il tema della paura.

Al nido, nella sezione coccinelle (i più grandi), ci accorgiamo che spesso i bimbi , chiedono spesso storie o situazioni che facciano paura. Ad esempio amano fingere che ci sia un lupo o una strega in un angolino e loro devono scappare; gli piace nascondersi e fare “boo” per spaventare; camminare nella penombra fingendo di andare a caccia di leoni; le storie di mostri e lupi…

Fanno queste richieste per fare “paura alla paura”. I fatti che accadono all’interno della fiaba, i personaggi che affrontano le loro avventure, non vengono narrati perché il bambino ci creda, ma per suscitare emozioni, sperimentarle attraverso esperienze di altri, senza esserne coinvolti direttamente e attraverso un processo di identificazione, vincere le paure. Ovviamente questo processo metacognitivo è graduale e si affina in termini di consapevolezza in relazione all’età.

Allora le fiabe non insegnano ad esempio che tutti i lupi sono cattivi, ma che di “lupi” nelle nostra vita ne possiamo incontrare in diverse situazioni, anche mascherati da nonne gentili, ma insegnano anche che i pericoli possono essere superati, che i lupi e i mostri possono essere vinti.

Nelle fiabe ci deve essere un cattivo, che suscita paura, ma in questo modo la nostra paura può essere legittimata, vista e superata.

L’importante a questa età è avere un adulto-base sicura vicino che accoglie le sue emozioni e gli offre un rassicurante lieto fine. Per cui nonostante tutto non preoccupatevi bimbi! Alla fine “Vissero tutti felici e contenti”; fine… e il libro si chiude!

E se la storia ha “funzionato”, la parola che si sentirà dire è “Lo leggiamo ancora?”.

Client

Le Educatrici del Nido

Date

01 Aprile 2023

Tags

Educare

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