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238. EDUCATORI ED EDUCATRICI. Bambini e ragazzi: così lontani, così vicini

238. EDUCATORI ED EDUCATRICI. Bambini e ragazzi: così lontani, così vicini

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Essere educatori della scuola Sacra Famiglia, oggi, vuol dire tra le tante cose essere anche in grado di saper “switchare”. Con questo termine intendiamo lo scambiarsi, il passare da una cosa all'altra, proprio come fa un interruttore.

Ed è proprio quello che testiamo e mettiamo in pratica quotidianamente nel passare dall'occuparci di bambini della scuola primaria a ragazzi della secondaria. Dobbiamo quindi saper "danzare" in un range d'età che va dai 5/6 ai 13/14 anni, con vissuti, esperienze e modi di pensare totalmente lontani tra di loro.

Unico nostro focus resta il benessere e la cura di chi ci viene affidato. Provando quotidianamente questo switch mentale ci accorgiamo di come le modalità dei bambini e dei ragazzi siano diametralmente opposte, ma accomunate da un bisogno condiviso: l'essere visti. Sì, perché non importa che si abbia 7 o 12 anni (ma in realtà nemmeno 25 o 50!) l'essere riconosciuti nella propria unicità, per le nostre abilità e i punti di forza, il volersi raccontare è prerogativa fondamentale per i nostri ragazzi.

Accresce l'autostima e la felicità e ci fa vivere il quotidiano in prima persona, non come meri spettatori ma come protagonisti del mondo che ci circonda. Per i bambini della primaria questo sembra essere più facile e immediato, spesso sono uragani che ci travolgono dai loro vissuti, dalla loro voglia di raccontarsi e di spalancarci il loro cuore. Se diamo occasione e tempo per esprimersi ognuno di loro ci regala un pezzo di loro stessi da custodire come un dono prezioso. Per i ragazzi della secondaria capita che sia un lavoro più "di fino" dove dobbiamo anche noi educatori in prima persona imparare dai ragazzi come entrare nel loro mondo: con qualcuno la sintonia può risultare quasi immediata, con altri ci vuole un po' più di pazienza ma se non si demorde ogni ragazzo può rivelare la meraviglia che ha dentro di se'.

In entrambi i casi sta a noi educatori non fermarci alle apparenze, a interpretare segnali e sguardi, a guadagnarci la loro fiducia. Questo aspetto è fondamentale e spesso la fatica non manca, ma come diceva un vecchio detto "non importa quanto dura sia la salita, perché il panorama che vedrai alla fine del viaggio sarà meraviglioso".

Client

Marton e gli Educatori e le Educatrici della Sacra Famiglia

Date

28 Aprile 2023

Tags

Educare

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