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321. STORIA DELLA CERIOLI. Il catechismo agrario

321. STORIA DELLA CERIOLI. Il catechismo agrario

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Certamente ricorderete che nel precedente articolo abbiamo passato in rassegna rapidamente le opere scritte (o dettate) da santa Paola Elisabetta Cerioli tentando di classificarli in base al genere cui essi appartengono; nel fare ciò, ci eravamo anche ripromessi di dedicare quest’ultimo articolo ad “approfondire” almeno uno di essi, cioè il CATECHISMO AGRARIO cui la madre lavorò tra la fine del 1861 e il 1862.

Probabilmente la parola “catechismo” suscita immediatamente in chi legge il pensiero degli incontri settimanali legati al percorso della cosiddetta “iniziazione cristiana”, quella segnata soprattutto dai Sacramenti della Riconciliazione (o Confessione), dell’Eucaristia (o prima Comunione) e della Confermazione (o Cresima). Si tratta in realtà di un fraintendimento linguistico perché gli incontri cui molti di noi (ragazzi e adulti) hanno partecipato e, speriamo, ancora partecipano sono in realtà catechesi (“istruire a viva voce”), mentre i catechismi altro non sono che dei libri, i sussidi utilizzati come strumenti per la catechesi.

I catechismi sono nati in ambito cristiano moltissimo tempo fa ed hanno sempre riscosso un certo successo per via della loro forma semplice ed efficace. Avete presente le cosiddette FAQ (domande frequenti) cui sicuramente vi sarete imbattuti o avrete fatto ricorso qualche cosa navigando in rete? Ecco, si può dire che la forma dei catechismi sia esattamente la stessa: si tratta di una serie di domande stringate cui si fanno seguire risposte precise ed essenziali (si potrebbe dire asciutte) per fornire una risposta chiara, efficace, che non lasci spazio ad alcun dubbio, tanto più perché gli argomenti trattati sono importanti dogmi, cioè le verità fondamentali della fede cristiana (per avere un’idea concreta di ciò di cui stiamo parlano, suggerisco di recuperare e dare una buona occhiata al Compendio del Catechismo della Chiesa Cattolica, curato e promulgato nel 2005 da papa Benedetto XVI).

Il catechismo della Cerioli però non si propone di dare risposte in merito ai dogmi di fede, ma trattasi di un catechismo agrario le cui domande sono evidentemente legate alla vita e al lavoro dei campi: su questo la madre intendeva istruire le sue figlie orfane preparandole al momento in cui avrebbero fatto ritorno a casa o sarebbero diventate a loro volta madri di famiglia.

A scanso di equivoci va anche detto che quello di suor Paola Elisabetta non fu il primo esempio di catechismo agrario, genere già diffuso a partire dal XVIII secolo ad opera anche di numerosi sacerdoti; è proprio a tali esempi che la nostra autrice attinge a piene mani per scrivere il suo. Nonostante l’argomento agricolo, si tratta pur sempre di catechismi, quindi non sorprende che vi sia in essi un riferimento costante alla Bibbia e in particolare ai Vangeli, che ne diventano l’origine sia a livello simbolico (il frumento è il cibo per eccellenza e da esso viene il pane, Corpo di Cristo; il vino ne è il Sangue; la vite e i tralci sono l’immagine dello stretto legame tra Cristo e la sua Chiesa,…) sia a livello concreto, fornendo precise indicazioni sulla vita quotidiana e concreta dei campi (si pensi alle parabole del seminatore o dei vignaiuoli malvagi).

Il CATECHISMO AGRARIO della Cerioli risulta, oltre che debitore di numerosi esempi precedenti, anche piuttosto scarno e breve: essendo destinato a future donne contadine, esso si dedica soprattutto a quei lavori cui esse si sarebbero in gran parte dedicate come la cura dell’orto e poco altro. Esso avrebbe dovuto essere utile alla Maestra di Agraria che, presente in ogni casa della Congregazione, aveva il compito di istruire le ragazze fornendo le nozioni che sarebbero state loro utili.

Ancora una volta, dunque, colpisce come tutto quanto suor Paola Elisabetta ha fatto, dalle opere di carità agli scritti, sia stato a servizio di chi ne aveva bisogno: il suo essere discepola del Signore Gesù si coglie proprio qui, nel suo essersi totalmente data a chi aveva bisogno, nel suo aver amato non solo a parole, ma coi fatti, come il suo Maestro. Per questo è santa. Per questo la guardiamo ancora come un esempio.

[Con questa puntata si conclude la STORIA della CERIOLI del prof. Marco Gamba, nostro insegnante di lettere presso la scuola Secondaria. Lo ringraziamo e ci auguriamo che questa bella storia posso diventare un bel libro da leggere per tutti gli studenti della Scuola]

 

Immagine: Le Spigolatrici, 1857, Jean-François Millet

Client

prof. Marco Gamba, Docente di Lettere

Date

16 Dicembre 2023

Tags

Cerioli

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