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325. EDUCATORI ed EDUCATRICI. Il primo presepe

325. EDUCATORI ed EDUCATRICI. Il primo presepe

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Cari bambini, oggi vi vogliamo raccontare come è nato il presepe. Qualcuno conosce già questa storia? Meglio, sarà più semplice spiegarvi cosa accadde ben 800 anni fa.

Dovete sapere che per molti secoli l’idea di disegnare, dipingere e rappresentare la nascita di Gesù (ovvero la "Natività") non era poi così diffusa. Ai cristiani sembravano molto più importanti la resurrezione e la crocifissione di Gesù perché erano al centro della loro fede.

Ad un certo punto però arrivò un santo un po’ rivoluzionario, che in breve tempo riuscì a portare una ventata di rinnovamento all’interno della Chiesa di quel tempo. Stiamo parlando di San Francesco di Assisi, che con la sua semplicità e la sua bontà riuscì a conquistare il cuore di tutti i cristiani. Come fece? Un bel giorno gli venne un’idea semplice ma allo stesso tempo geniale e tutti quanti ne rimasero colpiti…Volete saperne di più? Bene, allora state a sentire.

Come la maggior parte di voi sapranno, Francesco, prima di convertirsi, viveva una vita piena di agi e comodità. Gli piaceva divertirsi con gli amici e non pensava certo a chi se la passava peggio. Ad un certo punto però la sua vita cambiò in modo drastico. Possiamo dire che stava attraversando un momento di crisi, la sua esistenza gli sembrava vuota e continuava a porsi mille domande. Così iniziò a leggere il Vangelo e a conoscere meglio Gesù e pensate che si innamorò a tal punto di quello che

leggeva che da quel momento decise di vivere in povertà portando a tutta la gente il lieto annuncio.

Per questo motivo San Francesco fece numerosi viaggi ed arrivò fino in Terra Santa, nei luoghi dove nacque e visse Gesù.

Non fu un viaggio semplice visto che ci vollero ben tre tentativi prima che il santo di Assisi riuscisse ad arrivare a destinazione e pensate che rischiò persino di essere ucciso!

Al ritorno da questo viaggio chiese udienza a Papa Onorio III per chiedere la sua benedizione per poter formare un nuovo gruppo di frati con gli amici che avevano seguito il suo esempio.

Il Papa era colpito a tal punto dalla fede di Francesco che approvò e benedisse il nuovo ordine dei francescani senza indugi. In quell’occasione San Francesco osò chiedere anche il permesso per celebrare una messa di Natale un po’ particolare. Egli aveva nel cuore un grande desiderio: vedere con i suoi occhi la nascita di Gesù. Anche a questa richiesta il Papa diede il suo consenso.

Mentre Francesco se ne tornava in Umbria si fermò in un luogo di preghiera solitario che gli piaceva tanto: Greccio. Era l'anno 1223.

Proprio lì decise che avrebbe celebrato il Santo Natale insieme ai suoi amici frati, a Chiara e le suore ed anche a tutte le persone del paesino che avrebbero voluto partecipare alla Messa. Scelse quel posto perché gli ricordava tanto Betlemme, che aveva avuto modo di visitare nel corso del suo viaggio.

Per realizzare la sua idea chiese al suo amico Giovanni, che abitava proprio a Greccio, di trovare un luogo per ricreare la grotta proprio come nella notte in cui nacque Gesù.

Fino ad allora tutti si immaginavano, partendo dai racconti del Vangelo, come potesse essere nato Gesù, ma nessuno aveva capito per bene che cosa significava veramente nascere in un luogo tanto umile e avere come culla una mangiatoia. Francesco voleva che anche tutte le persone lo vedessero coi loro occhi!

Così chiese al suo amico Giovanni di portare un bue e un asino alla Messa natalizia, ma soprattutto chiese che fosse messa anche una mangiatoia nel luogo che era stato scelto.

A quel tempo i cristiani pensavano già che vicino alla mangiatoia, al momento della nascita di Gesù, si dovessero trovare degli animali: per la precisione un bue e un asinello, proprio come nei nostri presepi moderni. Ma non avevano mai pensato di prendere degli animali veri e portarli a Messa!

Francesco durante la messa di Natale fece un discorso dolcissimo...chiamava Gesù “il fanciullo di Betlemme” ed ogni volta che pronunciava il suo nome il suo viso si illuminava di gioia. Ad un certo punto a Francesco e ad alcuni dei presenti sembrò di vedere sopra la paglia della mangiatoia proprio il Bambino Gesù là davanti a loro come se stesse per accarezzare il viso del poverello di Assisi: fu come un miracolo.

Da quella volta tutti rimasero così colpiti e così felici che anche dopo la morte di Francesco continuarono a raccontare la storia della Messa di Natale di Greccio.

E non solo la raccontarono: un po’ alla volta tutti iniziarono a fare la stessa cosa!!!

Così i cristiani unirono le loro idee e piano piano, Natale dopo Natale, cominciò a nascere la tradizione del Presepe anche nelle nostre case.

Oggi, 800 anni dopo, alla scuola primaria Sacra Famiglia in occasione delle feste di Natale si è pensato di ricordare questo importante anniversario. Vi state chiedendo come faremo? Ve lo spieghiamo subito. Abbiamo deciso di partecipare ad un concorso. Sì, avete capito bene...una gara tra tutte le scuole per l’allestimento del presepe vivente più bello e originale e chissà che non si riesca perfino a vincere il primo premio. Per questo motivo abbiamo bisogno dell’aiuto di tutti, bambini,

insegnanti ed educatori e per far questo ci divideremo i compiti. Sarà un presepe davvero unico, ne siamo sicuri!

Tutti quanti dovranno imparare i canti e questo lo farete in particolare con le insegnanti di musica.

È bello quando si canta tutti insieme e il risultato, anche se c’è qualche stonatura, è davvero magico ed emozionante.

Ai bambini di prima e seconda chiederemo di occuparsi delle danze: la danza delle pecorelle, quella dei fiocchi di neve, delle luci di Natale e l’immancabile danza degli angioletti. Siamo certi che saranno molto belle e allegre.

Ai più grandi delle classi terze, quarte e quinte lasceremo invece il compito di dare vita a tutti i personaggi del presepe. Ogni classe dovrà collaborare per progettare insieme alle insegnanti e al proprio educatore/educatrice la propria scena, che durerà circa 4 minuti: cosa rappresentare, cosa dire, come disporsi, cosa indossare, cosa fare. Le classi bilingue faranno parlare i personaggi della propria scena in parte anche in lingua inglese. Spazio dunque alle idee e alla vostra creatività!

Il tutto verrà portato in scena la sera dello spettacolo di Natale (una serata per tutte le classi ordinamentali e una serata per le classi sbs). Chissà quale bella rappresentazione sarete capaci di offrire a genitori, parenti e amici, li faremo divertire ma soprattutto trasmetteremo loro il desiderio di S.Francesco, quello di rivivere la nascita di Gesù in mezzo alla gente comune, ma che lo ha saputo

accogliere.

Vediamo ora quali saranno i personaggi che caratterizzeranno le nostre scene. Certamente tutti i personaggi della tradizione, ma possiamo dare spazio anche alla fantasia.

  • Vista l’occasione non mancheranno certo i frati e le suore...proprio per ricordare che il primo presepe è stata un’idea di S. Francesco e per raccontare a tutti come sono andate le cose tanti anni fa.
  • I pastori. Non può esserci un presepe senza di loro. Sono personaggi umili e semplici a cui si sono rivolti gli angeli. E tra lo stupore e l’incredulità hanno accolto il messaggio e sono andati alla grotta. Certo forse non si sentivano all’altezza, avrebbero voluto indossare abiti eleganti per l’occasione ma in fondo capiscono che l’annuncio è proprio per chi, anche se umile, ha il cuore pronto ad incontrare Gesù.
  • Gli artigiani. Tra i personaggi del presepe infatti troviamo rappresentati tantissimi mestieri. Ce ne sono davvero per tutti i gusti. È gente che lavora, indaffarata, con una vita a volte dura. Gesù nasce in mezzo ai rumori dell’officina del fabbro, ai profumi del forno del pane, alle donne che lavano i panni, ai pescatori in paziente attesa sulle rive del lago...Gesù nasce in mezzo alla gente comune alle prese con le fatiche di tutti i giorni.
  • Zampognari, zufoli, tamburini. La loro musica si sente nell’aria. È una musica di festa per la grande gioia della nascita del figlio di Dio. Certo non è semplice suonare questi strani strumenti, l’importante però è che la gioia di questo grande evento contagi tutti quanti. La musica è un’espressione artistica della lode a Dio.
  • Per finire ecco i personaggi più illustri, quelli che sono al centro della scena. Eppure anche loro sembra abbiano avuto più di un dubbio. Non deve essere stato facile per Maria accogliere il messaggio dell’arcangelo Gabriele. Eppure si è fidata, si è messa nelle mani di Dio e ha accettato il suo invito. Giuseppe, allora? Che fede, che cuore grande e generoso per prendere con sé Maria e partecipare al disegno segreto di Dio. Infine i re magi, questi forestieri sapienti, uomini di scienza, che avrebbero dovuto essere i più distanti, non solo da un punto di vista geografico, eppure si sono messi in cammino alla ricerca di Dio.

Siamo convinti che ci siano tutti gli ingredienti per realizzare un bellissimo presepe vivente e anche se non dovessimo vincere il primo premio del concorso il messaggio che proveremo a trasmettere sarà davvero attuale, 800 anni fa come oggi. Tutti noi, ancora oggi, abbiamo il desiderio di vedere con i nostri occhi Gesù che nasce in mezzo a noi ed accoglierlo nelle nostre case e nelle nostre famiglie.

Client

Gigi e gli educatori

Date

23 Dicembre 2023

Tags

Educare

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